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UNA STORIA CHE SI RACCONTA ANNO DOPO ANNO

“Eravamo quattro amici al bar, che volevano cambiare il mondo”, e c’è chi ha dato il buon esempio.


È proprio così che negli anni ‘60 è nato il Premiolino, il più grande premio giornalistico italiano, dal nome piccino. Un gruppo di giornalisti che si saluta sempre in aeroporto, dopo le inchieste in giro per il mondo, con la promessa di incontrarsi a Milano.


Una cena tra giornalisti che discutono di articoli, di fatti mondani, di fatti di cronaca. Giornalisti che discutono chi sia il migliore o chi abbia scritto il pezzo più bello. Decidono così di istituire un premio, da conferire a giornalisti, grafici, fotografi, dei giornali più importanti e dei piccoli giornali di provincia. Insomma, un premio per coloro che, con i loro articoli, avevano fatto del loro meglio per cambiare il mondo.


Il Premiolino, un premio piccolo per uno scopo grande, come grandi sono stati i nomi premiati nella storia, da Moravia a Pasolini, Oriana Fallaci, Alberto Ronchey, Eugenio Scalfari, con gli articoli dei più svariati temi.


Tra questi temi è entrato a far parte dal 2009 la Diffusione della Cultura Alimentare, istituito da Birra Moretti, unico partner ufficiale del Premiolino e suo mecenate dal 2006.


Birra Moretti vuole infatti sottolineare l’importanza del made in italy alimentare, del mangiar sano e genuino.
Il Premio Fondazione Birra Moretti per la Diffusione della Cultura Alimentare viene conferito a quei giornalisti che grazie ai loro articoli hanno diffuso l’amore per la cucina e il cibo di qualità. Attraverso la diffusione di una cultura alimentare, infatti, potrà migliorare anche la conoscenza della birra, potendo arrivare ad una cultura della birra a tavola.